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Domenica, 09 Marzo 2014 14:54

L'ormone che contrasta gli effetti della cannabis

Un ormone steroideo sintetizzato naturalmente dall'organismo, il pregnenolone, è in grado di interferire con l'attività del più importante tipo di recettori per i cannabinoidi delle cellule cerebrali, i cosiddetti CB1. La scoperta - realizzata da un gruppo di ricercatori dell'Università di Bordeaux e dell'Istituto di neuroscienze dell'INSERM (Institut national de la santé et de la recherche médicale), coordinati dagli italiani Pier Vincenzo Piazza e Giovanni Marsicano - apre le porta alla possibilità di sfruttare le proprietà medicinali della cannabis senza risentire degli effetti comportamentali e stupefacenti della sostanza.

PNASGli ormoni steroidei sono importanti modulatori dell'attività del cervello e del comportamento, regolando attività fisiologiche come l'assunzione di cibo, il risveglio, la riproduzione e il comportamento sessuale e partecipando alla modulazione dell'umore e della memoria. Per questa ragione sono ampiamente studiati a livello periferico, ma anche di sistema nervoso centrale, dove alcuni di essi, i cosiddetti neurosteroidi, vengono sintetizzati direttamente dal cervello a partire da un precursore, il pregnelolone, finora ritenuto fisiologicamente inattivo.

La scoperta - descritta in un articolo pubblicato su “Science” - è avvenuta nel corso di uno studio su ratti e topi volto a capire come le principali sostanze d'abuso, dalla cocaina alla morfina fino alla nicotina e all'alcool, interferissero con la sintesi degli neurosteroidi. I ricercatori, durante una serie di test, hanno rilevato che il delta-9-tetraidrocannabinolo (THC), il più importante principio attivo della cannabis, provocava un inaspettato innalzamento dei livelli di pregnenolone, conseguente all'attivazione dei recettori CB1.

La successiva somministrazione ai topi di pregnenolone ha mostrato che il pregnenolone, interferendo con il legame del THC con il recettore CB1, ne smorza gli effetti, riducendo in particolare la stimolazione dell'appetito e i deficit di memoria.

 

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