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Le peculiarità cognitive umane sono da ricondurre alla specificità dei meccanismi di regolazione dell’espressione genica nei neuroni. Lo conferma uno studio che ha analizzato e confrontato frammenti di cromatina prelevata da cellule nervose della corteccia frontale di esseri umani e di altri primati Nei neuroni umani sono centinaia le regioni genomiche la cui espressione è regolata in modo così peculiare da distinguere la nostra specie dagli altri primati nell'ambito delle capacità cognitive. È il risultato di uno studio pubblicato su "PLOS Biology", in cui è stato confermato che alcuni tratti distintivi del cervello umano siano da ricondurre soprattutto a meccanismi…
Il miglioramento o il peggioramento delle condizioni di salute in seguito alla somministrazione di una sostanza inerte non sono legati a un'aspettativa cosciente, ma alla risposta di alcune strutture cerebrali che sono in grado di elaborare gli stimoli prima che arrivino alla nostra coscienza (red) E’ la mente inconscia, e non le aspettative coscienti, a innescare l’effetto placebo: lo ha stabilito uno studio condotto presso il Massachusetts General Hospital e il Beth Israel Deaconess Medical Center della Harvard Medical School, ora pubblicato sui “Proceedings of the National Academy of Sciences”. "In questo studio abbiamo utilizzato un nuovo progetto sperimentale scoprendo…
Molti farmaci si basano su principi attivi derivati da piante usate nella farmacopea tradizionale di diverse parti del mondo. I moderni metodi della filogenesi molecolare, che individua le parentele tra specie in base al DNA, all'RNA e alle proteine prodotte, potrebbero fornire un utile strumento per individuare nuove e promettenti specie vegetali da sfruttare a fini terapeutici (red) La medicina tradizionale può essere una guida utile per scoprire nuovi farmaci? Sì, secondo uno studio, pubblicato ora sui “Proceedings of the National Academy of Sciences”, a firma di un gruppo di ricercatori britannici guidati da Julie A. Hawkins, dell’Università di Readings,…
Una nuova sperimentazione sui topi ha permesso di scoprire la base neurobiolgica dell’effetto negativo del consumo di cannabinoidi sulla memoria di lavoro: a essere colpiti non sarebbero direttamente i neuroni, ma gli astrociti, che per la prima volta vengono implicati in questo tipo di meccanismi, fondamentali per l’apprendimento e per il ragionamento (red). La marijuana influisce negativamente sui processi di memoria, ma qual è l’origine neurobiologica di questo effetto? Se lo sono chiesti gli autori di un nuovo articolo apparso sulla rivista “Cell” riscontrando con sorpresa come tali problemi di memoria siano imputabili all’effetto della sostanza psicoattiva contenuta nella marijuana…
Sono ormai un centinaio i geni di cui è stato scoperto il coinvolgimento nel rischio di essere colpiti dai disturbi dello spettro autistico. Ma la genetica da sola non basta: un'analisi delle ricerche pubblicata su "Science" sottolinea che per arrivare a una piena comprensione della biologia della malattia occorre procedere con le indagini facendo tesoro degli enormi progressi compiuti negli ultimi anni con le analisi molecolari e neurofunzionali (red) Una marcata incapacità di entrare in relazione con il mondo esterno e con gli altri: sono questi i tratti caratteristici dell’autismo, un disturbo che per la varietà delle sue manifestazioni viene…
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